31 marzo 2007

CAMOTTATURA
Dal greco Kamòs che vuol dire bloccare, fermare. Soprattutto nei paesi mediterranei, tra il XIII e il XVI sec., era consuetudine ricoprire le tavole con strisce di tela sottile, in genere lino o canapa, per salvaguardare il più possibile la preparazione gessosa dai movimenti naturali del legno e prevenire eventuali spaccature. L'usanza di incollare la tela sulle tavole risale a tempi molto antichi. Si è potuto accertare infatti che già in epoca ellenistica e tard-romana in alcuni ritratti ritrovati in Egitto (ritratti del Fayum) vi sono tele applicate sulle tavole e spesso, sopra di esse, preparazioni a gesso e colla su cui dipingere. La tradizione classica si trasmette quindi all'alto Medioevo.Sul supporto ligneo su cui era applicata la tela, veniva fatta l'imprimitura con colla animale e il tessuto veniva spianato con le mani dal centro verso i lati, in modo da eliminare ogni protuberanza o piega esistente e ottenere una perfetta adesione alla tavola.
MATERIALI UTILIZZATI
  • LEGNO GREZZO (MASSELLO, MULTISTRATO, LAMELLARE)
  • TELA PATTINA o altra tela sottile
  • GESSO DI BOLOGNA
  • COLLA DI PESCE
Si prepara la colla di pesce in rapporto 1 a 10 a bagnomaria, se ne prende una piccola quantità e si diluisce al 50% con acqua per fare l'imprimitura su tutto il supporto ligneo. Nella colla di pesce rimanente (quella con diluizione 1 a 10) si setaccia il gesso di Bologna fino ad ottenere un composto della stessa consistenza di quello usato per l'icona. Si applica il gesso e colla dall'interno verso l'esterno, partendo dal centro, spingendo bene per far aderire la tela al supporto senza creare pieghe o bolle d'aria. Spingere bene anche su i bordi e fermare la tela con delle sellerine (chiodini da tappezzeria), lungo i contorni.
Lasciare asciugare e togliere la tela in eccesso, con delle forbici.
Su questa preparazione si può dipingere con la tempera grassa, magra, mista, ma anche con olio e acrilico.

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